8 agosto 2017

(Non) Ti voglio (Christina Lauren)

Ciao! Quando ho scoperto la data di uscita di "(Non) Ti voglio", titolo italiano di "Dating You Hating You" delle Christina Lauren, ero impaziente di leggerlo, conoscendo già il talento delle autrici grazie alle loro precedenti pubblicazioni, ma ho rimandato per qualche settimana per essere più lucida e non farmi sopraffare dall'entusiasmo. Ho amato la serie Beautiful Bastard, tanto quanto la Wild Season, perciò mi aspettavo uno standalone alla stessa altezza. Mi sono ricreduta quasi subito... ero a pagina 50, non vedevo l'ora di terminarlo per passare oltre e il perchè vi invito a scoprirlo di seguito...
(NON) TI VOGLIO
Christina Lauren

Data pubblicazione: 29/06/2017
Editore: Leggereditore
Titolo Originale: Dating You Hating You
Serie: Standalone
Finale: Autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Trama: Nonostante tutte le probabilità fossero contro di loro, dopo un primo imbarazzante incontro a una festa di Halloween organizzata da un amico comune, Carter e Evie si sono immediatamente piaciuti. Nemmeno il fatto di lavorare per agenzie concorrenti di Hollywood è servito a spegnere il fuoco che è divampato tra i due. Ma quando le loro aziende si fondono, ha inizio una spietatissima competizione per occupare la stessa posizione, e quella che sarebbe potuta diventare una meravigliosa storia d'amore si trasforma in una guerra all'ultimo sabotaggio... Per capire il sadico gioco in cui sono invischiati, come ignare pedine mosse dal loro comune capo, Carter dovrà reprimere la sua indole compiacente e Evie mettere da parte la sua sconfinata ambizione chiedendosi entrambi cosa desiderino davvero dalla vita. Riusciranno a ottenere il loro finale da favola hollywoodiano? Oppure andranno incontro a una dramedy di proporzioni epiche?
Prima di dirvi le mie impressioni, però, vi faccio un quadro del contesto ove si svolge la storia: Hollywood, la scintillante capitale del cinema internazionale e nello specifico nel suo "background", il suo dietro le quinte. Il mondo degli squali, gli agenti che procurano alle star le migliori opportunità lavorative.
Evie ha 33 anni ed é una veterana del settore, sposata con il suo lavoro, nonostante gli odiosi atteggiamenti sessisti del suo capo, il viscido Brad. Evie però é una guerriera, appassionata e talentuosa, con un self control che le permette di restare fredda e razionale in ogni situazione, anche in quelle in cui portare a casa un risultato non è cosa semplice. Durante una festa a casa di amici la nostra protagonista incontra Carter. Agente della tv, che aspira a diventare agente per il cinema. 
Lui ha 27 anni, é di New York e lavora per un agenzia concorrente a quella di Evie. Carter é un tipo diverso dal cliché hollywoodiano: è normale ma ha un fascino catalizzatore. Dentatura imperfetta, occhiali da vista atipici, capelli che sono un casino, fisico asciutto, sodo (praticamente da urlo) e carisma da vendere. Insomma perfettamente imperfetto in una situazione sociale dove perfezione, ricchezza e moda sono il mix giusto per aver successo. Hollywood è il circo delle apparenze ma a Carter non sembra importare. 
E quelle imperfezioni sono perle rare in un mare di Invisalign, Botox e autoabbronzanti. Carter sembra... vero.
Le cose per la coppia potrebbero prendere una buona piega, nonostante i dubbi sulla differenza d'età e la preoccupazione di un lavoro pressoché identico, ma finché l'agenzia non é la stessa una possibilità c'é. Certo é che la notizia della fusione e del avanzamento di carriera per Carter non sono quello che i due protagonisti si aspettano. Improvvisamente, la “quasi coppia”, si Trova a lavorare fianco a fianco in una lotta mirata a escludere l'altro per rendersi indispensabile agli occhi id Brad e non farsi licenziare.
Di sicuro sembro una wrestler affannata, ma non riesco a non pensare a quanto odio Carter in questo momento.
Non sono nemmeno sicura di che sentimento sia, perchè non l'ho mai provato prima... ma penso si tratti di rabbia cieca. Credo che il mio cervello abbia appena dichiarato guerra a Carter Aaron.
Entrambi vogliono il lavoro e sono disposti a tutto per creare problemi all’avversario. Ha cosi inizio un ciclo di dispetti e ripicche che li porterà ad allontanarsi e a seppellire l'attrazione reciproca. 
Sarebbe molto più semplice se non desiderassi baciarlo tanto quanto voglio picchiarlo.
Con un pov alternato scopriamo la loro lotta a resistersi e sconfiggersi fino a che i sentimenti non prendono il sopravvento. 
<<Carter, le donne non sono così complicate>> dice Emma voltandosi a metà per sorridermi. <<Più intelligenti? Sì. Complicate? Non proprio. Vogliamo il progresso, non la perfezione.>>
Come ho accennato nell'introduzione, non sono rimasta colpita positivamente da questa lettura e la mia valutazione ci tengo a precisare che sarebbe anche ¼ di voto inferiore, perciò il 3 non è pieno. 
La trama come idea c'é, é carina, interessante, ma sfortunatamente mal gestita. Non so dire bene la sensazione, ma più leggevo e più avevo l'impressione di aver sotto gli occhi la bozza di un romanzo ancora da affinare; un fardello di idee messe in ordine logico ma non curate e solo parzialmente sviluppate. Sia chiaro che non é tutto negativo, perché i momenti in cui mi è scappata una mezza risata ci sono stati e sono legati tutti legati ai dispetti, alla guerra, tra i due protagonisti (cipolle caramellate, brillantini vaporizzati, creme idratanti sostituite e caffè scambiati e cose del genere), ma a tratti anche questi sembrano una lista della spesa di eventi accaduti. 
Inoltre, non vorrei sbagliare perché è un po’ che non rileggo la prima serie delle C.L., ma una scena letta in questo romanzo pare ripresa da uno dei libri della serie Beautiful Bastard e ciò mi ha dato l'impressione di una mancanza d’innovazione e fantasia da parte delle due autrici.
Non è un libro da buttare, ma non mi sento si consigliarlo per farvi apprezzare Christina Lauren. Piuttosto, se non lo avete ancora fatto, dedicatevi alle pubblicazioni precedenti e lasciate questo alla fine, giusto per capire la differenza tra quelli e questo. Se avete invece già letto gli altri, questo è giusto leggerlo per comprendere la netta differenza e senza aspettarsi le emozioni degli altri.
(Non) ti voglio, sembra una bozza di qualcosa di potenzialmente eguagliabile agli altri scritti dalle due americane, quindi è un vero peccato per il duo che invece di mostrare di che pasta sono fatte (generalmente sono esplosive), pare si siano sedute sui precedenti successi e realizzando poi un romanzo autoconclusivo povero e lento.


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